Chris Froome ha mostrato ancora una volta una strenua determinazione per conservare il quarto posto in classifica generale alla Vuelta a Espana al termine della tappa regina.
La tappa si è dimostrata davvero difficile per Froome, che ha dovuto fare i conti con la fastica per mantenere il suo ottimo piazzamento in classifica generale, piazzandosi 14° nel durissimo finale della 16a tappa sulla salita di Cuitu Nigru.
Froome ha trovato ancora una volta l’aiuto del compagno di squadra Sergio Henao sulla tortuosa ascesa che, all’esordio nella corsa a tappe, ha offerto uno straordinario spettacolo, con gli atleti che faticavano ad andare avanti sulle rampe al 24% verso il traguardo.
Dopo questa giornata, il secondo classificato del Tour de France è scivolato a 4.42 dalla vetta, mentre le prime tre posizioni sono rimaste immutate.
Davanti, Dario Cataldo ha fatto un grande numero uscendo dalla fuga di giornata e andando a prendersi il succeso di tappa: l’italiano della Omega Pharma-Quickstep ha distanziato nel finale l’altro fuggitivo Thomas De Gendt (Vacansoleil-DCM), che ha preceduto sul traguardo di sei secondi.
Gli uomini di classifica sono arrivati a 2.38 da Cataldo - e Joaquim Rodriguez (Katusha) ha resistito per andare a consolidare ulteriormente la sua maglia rossa in vista del secondo giorno di riposo.
Lo spagnolo ha saputo far fronte alla minaccia costante rappresentata dal connazionale Alberto Contador (Saxo Bank-Tinkoff Bank) che, per il terzo giorno di fila, ha cercato di attaccarlo in salita in più di un’occasione.
Rodriguez è riuscito a seguire l’avversario per poi emergere nel fnale e strappare due secondi sul traguardo, portando a 28 i secondi di margine in classifica. Alejandro Valverde (Movistar) è stato l’unico a riuscire a mantenere il ritmo dei due in vista dell’arrivo, e ha consolidato il suo terzo posto a 2.04 dal vertice.
Veleno nella coda
Dopo la tappa, Froome ha ammesso di aver sentito ogni singolo metro di una delle salite più dure della stagione.
“E’ stata una salita così dura,” ha spiegato. “Faccio fatica anche a fare un paragone. Non molte corse si concludono con una salita lunga 20 km, e di cui gli ultimi 4 km superano il 20% di pendenza media. Non credo che lo schermo televisivo le renda giustizia: è una salita davvero terribile.”
“C’è stato un momento , a 150 metri dalla fine, in cui ho guardato avanti e ho pensato ‘Mi sa che mi tocca farla a piedi!’”
“E’ difficile guardare gli avversari con il solo pensiero di rimanere alla loro ruota. Ho provato a salire del mio passo fino in cima, e difendermi nel miglior modo possibile.”
“Domani ci attende un giorno di riposo, e siamo pronti per l’ultima settimana. La parte più dura probabilmente è alle nostre spalle, e credo che adesso si tratti soltanto di arrivare a Madrid. Sto dando tutto quello che ho, vedremo dove mi porterà al termine di tre settimane.”
Un gran finale
Come nella tappa di domenica, lo stesso gruppo di favoriti si è messo in evidenza quando la corsa si è accesa – Rodriguez e Contador insieme a Valverde e al suo compagno di squadra Nairo Quintana (Movistar).
Terza frazione di un durissimo trittico di montagna, gli atleti hanno preso il via da Gijon per gli 183,5 km della tappa regina della corsa.
Dopo che una serie di attacchi sono stati spenti dal gruppo, De Gendt e Cataldo hanno finalmente trovato via libera dopo 50 km. I due sono riusciti ad accumulare oltre 15 minuti prima che il loro margine iniziasse a scendere sulla penultima ascesa, l’Alto de la Cobertoria.
In gruppo, la Euskaltel Euskadi ha dato una mano alla Saxo Bank-Tinkoff Bank nel dettare il ritmo quando il margine è iniziato a calare, ma i due avevano ancora oltre 8 minuti al principio dell’ultima salita.
Il quinto in classifica Daniel Moreno (Katusha) è stato il primo a cedere, ed ha avuto bisogno di essere riportato nel gruppo di testa, ma non ci è voluto molto prima che il gruppo già ridotto si rompesse ulteriormente, con gli atleti a sfidarsi tutti contro tutti sull’ultima asperità.
Il DS Nicolas Portal è contento del grande impegno profuso da Froome in salita: “La salita era incredibilmente dura, soprattutto gli ultimi 3 km erano durissimi, attorno al 17%.”
"Chris all’inizio è riuscito a rimanere agganciato, ma l’obiettivo era quello di limitare i danni e salire con il proprio passo. Ha dato tutto, fornendo una prova davvero consistente. Anche Sergio ha svolto un ottimo lavoro nel supportare Froome in salita. Per Richie invece è stata davvero dura dopo la foratura appena prima della salita: davvero il peggior momento possibile.”
"Tutti quanti non vediamo l’ora di goderci il giorno di riposo, e adesso Madrid comincia ad essere vicina.”

Vuelta a Espana


















