Edvald Boasson Hagen e Juan Antonio Flecha si sono piazzati entrambi nei primi 20 in un Giro delle Fiandre pieno di cadute, e conclusosi con la vittoria di Tom Boonen.
L’atleta della Omega Pharma-Quick Step ha eguagliato il record dei plurivincitori con la terza affermazione nella seconda delle cinque classiche-monumento della stagione, prevalendo in uno sprint a tre su Filippo Pozzato (Farnese Vini-Selle Italia) e Alessandro Ballan (BMC Racing), il terzetto che ha preceduto il gruppo di 38 secondi.
La gara – che quest’anno presentava tre giri di un circuito finale comprendente le salite del vecchio Kwaremont e del Paterberg – ha avuto la svolta a 60 km dall’arrivo quando il rivale numero uno di Boonen, Fabian Cancellara (RadioShack-Nissan), è uscito di scena per una caduta.
Il campione svizzero è caduto nella zona del rifornimento ed è apparso subito evidente che non sarebbe stato in grado di continuare, subito trasportato in ospedale con una sospetta frattura della clavicola.
Ma forse il momento-chiave per Boasson Hagen nella gara di 255km da Bruges a Oudenaarde si è verificato a 34km dalla conclusione, sulla seconda scesa del Paterberg (12.9%), quando Johan Vansummeren (Garmin-Barracuda) è andato contro le transenne ed è caduto causando un effetto-domino che ha interessato numerosi concorrenti, compreso il norvegese.
Fino a quel momento, Edvald era apparso sempre in buona posizione durante l’intera ottima gara del Team Sky, ma quell’inconveniente lo ha costretto a rimanere fuori dal gruppetto di testa di 11 uomini nella quale invece era riuscito a entrare Flecha, al ritorno con un’ottima prestazione dopo l’infortunio alla mano.
Gli undici battistrada hanno guadagnato un vantaggio di 30 secondi ma il gran lavoro di Bernhard Eisel, Christian Knees e Ian Stannard ha aiutato Boasson Hagen a riagganciare i primi insieme ad altri 40-50 corridori, con ancora 20 km da percorrere e due salite da affrontare.
Resa dei conti finale
Sulla prima delle due rampe, il vecchio Kwaremont, si verificava l’attacco decisivo sferrato da Ballan, sulla cui ruota si portavano Boonen e Pozzato.
Il terzetto progressivamente aumentava il divario e nonostante gli sforzi da parte di Luca Paolini (Katusha) e Peter Sagan (Liquigas-Cannondale) per ridurre il divario, i tre capivano ben presto di avere in mano la corsa.
Arrivato all’ultimo chilometro con oltre un minuto di margine e dopo aver giocato al gatto e il topo con I suoi rivali, Boonen lanciava uno sprint lungo dimostrando di avere energie sufficienti per resistere a Pozzato, mentre Ballan si piazzava terzo. Greg Van Avermaet (BMC Racing) vinceva lo sprint per il quarto posto davanti a Sagan.
Il Team Sky doveva accontentarsi del 19° e 20° posto, rispettivamente con Boasson Hagen e Flecha, mentre Eisel (54°), Stannard (57°) and Knees (58°) giungevano con il gruppo alle spalle.
Mathew Hayman, che ha partecipato a tre tentativi di fuga, ha concluso in 79.sima posizione.
Tutti hanno dato il massimo
Chris Sutton ha lavorato molto nelle prime posizioni e alla fine della giornata ci ha detto come è andata: "L’ultima volta che avevo corso il Fiandre era stato nel 2010. Il nuovo percorso è molto diverso, in particolare per il circuito finale e le tre ascese del vecchio Kwaremont e del Paterberg. Ma come avete visto tutti, alla fine ha vinto il più forte. Tom Boonen è in grandissima forma.
"Avevamo lì Edvald ed abbiamo fatto tutto il possibile per proteggerlo. Penso che la squadra abbia corso bene, su tutti Flecha che rientrava dopo l’infortunio alla mano. E’ andato davvero forte oggi e questo fa ben sperare per la Parigi-Roubaix di domenica prossima.
"Un Fiandre diverso e sicuramente duro. All’inizio il mio compito era di provare a seguire le prime fughe e fare in modo che non guadagnassero troppo spazio. Poi sono stato al fianco di Jez [Hunt] ed Edvald ed ho provato di aiutarli più che ho potuto, recuperando bevande e cibarie ogni volta che ne hanno avuto bisogno.
“Sulla prima ascesa del vecchio Kwaremont ho finito la benzina, avevo dato veramente tutto.”

Ronde van Vlaanderen


















