Cavendish pronto per il via

Grande annata in serbo per il britannico

Ultimo aggiornamento: 8 Febbraio 2012

Mark Cavendish si sente pronto per una nuova annata di sfide, alla vigilia del suo debutto con la maglia del Team Sky al Giro del Qatar.

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L’atleta mannese ha messo chilometri nelle gambe durante tutto l’inverno, in vista di un anno che lo vedrà puntare alla conferma in maglia verde al Tour de France e alla medaglia d’oro olimpica.

La prima fermata di Cavendish sarà il Qatar, ormai consolidato appuntamento di inizio stagione. I sei giorni di corsa sulle piatte ed esposte strade desertiche rappresentano una bella sfida per tutti gli atleti, ma hanno storicamente giocato a favore delle ruote veloci in gruppo.

Con la reputazione di uomo più veloce del mondo da difendere, Cavendish ha passato l’inverno allenandosi sulle strade di casa e fuori, ed è soddisfatto dei risultati dopo i periodi passati al training camp del Team sia a dicembre che a gennaio.

“E’ andata veramente bene. Ho svolto una buona preparazione invernale, e voglio fare bene durante tutta la stagione.”

“Comincerò con i giri del Qatar e dell’Oman, e poi rientrerò in Europa per le corse di un giorno. Ci saranno poi il Giro d’Italia, il Tour de France e i Giochi Olimpici.”

Sensazioni vincenti

A dispetto del blocco di grandi appuntamenti che affollerà quattro settimane di corsa nel bel mezzo dell’estate, Cavendish non ha alcuna intenzione di rinunciare a inseguire il successo nel corso dell’intera stagione.”

“Nelle ultime due stagioni ho concentrato tutto sul Tour de France, ma adesso voglio ripetere la stagione 2009 nella quale sono stato vincente lungo tutta la stagione, non voglio pensare soltanto a Luglio. Vorrò capire con esattezza a che punto sarò nei mesi di maggio e giugno, in modo da poter tirare fuori il meglio al Tour de France e alle Olimpiadi.”

Quando si passa a parlare agli altri obiettivi per il 2012, Cavendish individua un appuntamento chiave per il suo inizio di stagione, la cui data è già segnata sulla sua agenda e il cui nome è legato alle salite della Cipressa e del Poggio.

“Vorrei rivincere la Milano-Sanremo. Quando l’ho vinta la prima volta, nel 2009, ho detto che avrei voluto rivincerla in maglia di campione del mondo – adesso ce l’ho.”

Il valore dell’iride

Già in possesso di uno dei palmares più importanti nella storia di questo sport, il 26enne è tuttavia consapevole che un alloro manca ancora nella sua bacheca – l’oro olimpico.

“Sì, ho vinto il campionato nazionale, il campionato europeo, il campionato del mondo, il campionato del Commonwealth, ma questo ancora mi manca. Tuttavia, non mi sto concentrando sulle Olimpiadi per questa sola ragione: lo sto facendo perché si svolgono a Londra, nel mio Paese, e siamo fra i favoriti per la vittoria.”

"Da cittadino britannico, le Olimpiadi del 2012 significano molto per me, ed è sempre un enorme orgoglio poter indossare la maglia della Gran Bretagna. Rendere fiera la mia nazione, soprattutto con in palio il primo oro in assoluto dei Giochi, è per me un enorme stimolo e motivazione.”

Cavendish sta vivendo l’esperienza di militare in una squadra Britannica in un momento in cui la nazione sembra aver abbracciato il ciclismo, e il suo campione del mondo, come mai in passato. E tutto ciò è stato evidenziato dalla vittoria schiacciante dello stesso Cavendish nella votazione che ha decretato la Sports Personality of the Year, a fine 2011.

Ha proseguito: “Sono stato felice di onorare tutti gli impegni emersi dopo la vittoria della maglia, proprio perchè non c’è un momento e situazione migliore per promuovere il ciclismo. Ho provato a far arrivare alle persone il significato di questa maglia. Non c’era alcun genere di impegno contrattuale o commerciale, solo il desiderio di far scoprire il ciclismo al pubblico britannico. Significa molto per me, e non mi pesa in alcun modo.”

“Ora non sono solo i ciclisti dei club o gli amatori a riconoscermi – vedo che le persone mi notano quando sono in macchina per strada, e si mettono di fronte per scattarmi delle foto. Anche i bambini si sporgono fuori dai finestrini per salutare, ed è davvero incredibile perché – sebbene mi sia accaduto da molti anni in Europa – non era mai stato così in Gran Bretagna, e questo mi rende davvero fiero.”

"E’ bello sentire che sto facendo qualcosa per promuovere lo sport che amo nel Regno Unito – assistere a queste manifestazioni è qualcosa di incredibile, e mi riempie di calore ogni volta che accade.”

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